Effetti del conflitto in IRAN sui costi energia per i consorziati Sinergia

4 MARZO 2026 – Lo scenario bellico a tutti noto sta già avendo impatti sui costi energia per imprese e cittadini. Purtroppo non è pensabile che non ci siano ripercussioni serie sui prezzi.

La nota positiva, invece, riguarda il nostro consorzio:  grazie alla fissazione del 30% dei prezzi, gli aderenti a Sinergia  beneficiano di una importantissima riduzione degli impatti generati dagli aumenti. La fissazione del 30% dei costi è infatti un importante “paracadute” che riduce gli effetti degli inevitabili aumenti dovuti al conflitto nel Medio Oriente. Ricordiamo che il fornitore 2026 è HERA COMM SPA che rispetto al 2025 su richiesta del Consorzio, ha ridotto di ulteriori 40 centesimi di Euro MWh il suo spread.   

I DETTAGLI – LA SITUAZIONE REALE

Al fine di offrire ai soci elementi credibili e realistici, grazie anche agli energy manger consortili ed ai nostri report energia periodici, la situazione al momento è la seguente: 

Il gas sulla carta è salito del 50% e sono in corso incontri strategici tra gli operatori italiani dell’energia  e il Governo poiché NON è un problema di prezzo è un problema di MATERIA PRIMA INESISTENTE dallo stretto di Hormuz (25% delle importazioni italiane)

Ricordiamo che il prezzo dell’energia elettrica E’ LEGATO A QUELLO DEL GAS 

I mercati energetici sono rimasti chiusi per evitare speculazioni e variazioni, anche  se – ad esempio –  per il gas negli ultimi 15 giorni ci sono stati già aumenti del 15% come segnalato da alcune imprese consorziate.  Su petrolio il rischio è che le quotazioni sfondino i 100 Euro a barile (tre giorni fa era a 72 Euro, oggi è salito ad 83 Euro)

Per il gasolio da autotrazione gli aumenti medi alla pompa sono già dell’ordine di 8/10 centesimi litro.

Per l’energia elettrica sono letteralmente sparite le offerte a prezzo fisso ed il PUN sta già risalendo.  

Si prevede un assestamento tra venerdì 6 marzo e lunedi 9 marzo.